VENDEMMIA TARDIVA

vendemmia tardiva

VINO DOLCE

VENDEMMIA TARDIVA

La vendemmia tardiva è un vino creato da grappoli che sono appassiti sulla pianta in modo che lo zucchero contenuto negli acini si concentri al massimo. Alcune uve, in zone dove le condizioni climatiche lo consentono, si prestano molto bene alla sovramaturazione sulla pianta per consentire che il colore delle uve a bacca bianca diventi sempre più dorato, gli acini si ammorbidiscano e i grappoli diventano ancora più dolci. Il succo ottenuto dalla pigiatura di queste uve è molto denso e il vino che si ottiene è più dolce.

I vini ottenuti da uve raccolte in vendemmia tardiva hanno tonalità cromatiche calde, profumi dolci e fruttati, sapori morbidi ed equilibrati da gustare con alcuni dessert, durante piacevoli meditazioni o in abbinamento con diversi formaggi.

Uve impiegate per la produzione di vendemmia tardiva in Trentino: Chardonnay, Kerner, Manzoni bianco, Pinot bianco, Pinot grigio, Nosiola, Müller Thurgau, Sauvignon, Riesling renano, Traminer aromatico, Moscato giallo, Moscato rosa.

MOSCATO

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VINO DOLCE

MOSCATO

Sia il Moscato giallo, sia il Moscato rosa forniscono prodotti estremamente singolari e apprezzati. Il Moscato giallo, tipicamente trentino, viene lavorato nella versione secca o dolce, mentre il Moscato rosa nella tipologia dolce o amabile.

La presenza del Moscato giallo in Trentino è particolarmente diffusa nei terreni circostanti a Castel Beseno. Il crescente interesse verso questo singolare vitigno emerge anche dal recente riconoscimento, nell’ambito della D.O.C. Trentino Superiore della sottozona “Castel Beseno” riservata alle uve raccolte limitatamente nei comuni di Calliano e Besenello.

Il Moscato rosa, che lega il suo nome alla rosa Thea, assume armoniose e intriganti sensazioni “dolci non dolci”.

Giallo carico, talvolta dorato, aromatico, tipico di moscato con sentori di salvia sclarea il primo, da rosso rubino a granato con tonalità ambrate, intenso, caratteristicamente aromatico, ampio, con ricordi di rosa e spezie il secondo.

uva prodotta

Moscato giallo 12 mila quintali
Moscato rosa 500 quintali

superficie vitata

Moscato giallo 130 ettari
Moscato rosa 7 ettari

area di coltivazione

Vallagarina e altre zone viticole del Trentino

forma di allevamento

pergola trentina, guyot

temperatura di servizio

12°C il Moscato giallo
14 °C il Moscato rosa

abbinamenti consigliati

Il Moscato giallo secco è ottimo come aperitivo; entrambi , nella versione liquorosa, sono classici vini da dessert; si accompagnano in particolare ai tipici zelten e strudel trentini

VINO SANTO

VINO SANTO TRENTINO ARELE CANTINA TOBLINO

VINO DOLCE

VINO SANTO

La varietà da cui si ricava è la Nosiola, varietà pregiata ed esclusiva di questa terra. Ne vengono selezionati solo i grappoli spargoli, ossia quelli con acini grossi e ben distanziati fra loro che devono essere sufficientemente maturi per garantire un elevato quantitativo di zucchero.

Ultima uva bianca ad essere raccolta per la sua maturazione tardiva, la Nosiola è più facilmente esposta agli effetti delle variazioni meteorologiche, più frequenti in ottobre, che la possono rovinare. Raccolta con cura, per non schiacciarne gli acini, viene portata negli appassitoi dove resterà fino ai primi giorni di marzo con un appassimento tra i più lunghi che si conoscano per un’uva. Qui i grappoli vengono distesi sulle “arèle”, i graticci, un tempo col fondo in canne, oggi con rete metallica dalle maglie più o meno fitte, dove prende avvio il processo di appassimento che ne riduce il peso di circa un terzo. Responsabile principale del fenomeno è una muffa nobile, la Botrytis cinerea, un fungo del tipo dei Deuteromiceti, appartenente alla grande famiglia delle Maniliacee, che in determinate condizioni di temperatura, umidità e ventilazione aggredisce gli acini favorendo l’evaporazione dell’acqua e la concentrazione degli zuccheri. Durante la Settimana santa, da cui – probabilmente – il nome del vino, le uve appassite subiscono la spremitura. Il mosto che si ottiene, travasato più volte per essere ripulito, viene poi lasciato decantare. Con la fermentazione si verifica anche un lento processo di illimpidimento che accompagna il lungo invecchiamento del vino. La fermentazione avviene in botti di legno (per lo più rovere) “esauste”, ormai incapaci di cedere sapori di legno al prodotto. Il tipo di botti, la composizione dei mosti, la resa dei lieviti sono tutti fattori che possono incidere sul risultato finale. Dopo quattro anni dalla vendemmia – periodo minimo fissato dal disciplinare – avviene l’imbottigliamento, ma la maggior parte dei produttori aspetta molto di più, mediamente sette anni, normalmente dieci.

Una volta in bottiglia il Trentino D.O.C. Vino Santo può sfidare il tempo: gli esperti raccontano che anche dopo mezzo secolo (se il tappo e la qualità del vino sono buoni) una bottiglia di Vino Santo resta sempre un’esperienza gratificante. Un vino quindi da dimenticare in cantina per riscoprirlo piacevolmente dopo anni. Durante l’appassimento le uve vengono attaccate da una muffa nobile (la Botrytis) che ne migliora ulteriormente le qualità organolettiche.

Vino da meditazione, che sfida il tempo, migliorando nel riposo delle stagionature.

Color giallo ambrato, dal profumo intenso di frutta sovramatura (dattero e fico secco). Al gusto dolce ma in equilibrio con la giusta acidità.

uva prodotta

200 quintali

superficie vitata

5 ettari

area di coltivazione

Valle dei Laghi

forma di allevamento

pergola trentina

temperatura di servizio

12°C

abbinamenti consigliati

per accompagnare i dessert a base di mandorle, il tipico zelten e i formaggi erborinati