Tra radici profonde e visioni cosmopolite, il Consorzio porta a Vinitaly 2026 l’anima autentica dei propri soci: un mosaico che mette nel calice l’impegno e la dedizione dei viticoltori trentini e la sostenibilità di un ecosistema unico al mondo.
Verona non è mai stata così vicina alle Dolomiti. A Vinitaly 2026, il racconto del vino trentino supera i confini della semplice esposizione commerciale per farsi narrazione di un ecosistema. Non si tratta solo di bottiglie schierate, ma di un “filo invisibile” che unisce il lavoro in pendenza, la tutela del paesaggio e l’innovazione tecnica.
La forza del sistema
Il padiglione 3 -D1 si conferma il cuore pulsante di un territorio che ha scelto di presentarsi con un’imponente area istituzionale che incarna il concetto di “sistema”, grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento e alla collaborazione fattiva di Trentino Marketing. Uno spazio condiviso che vede protagonisti, accanto al nostro Consorzio Vini del Trentino, l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, l’Istituto Trento Doc, la Provincia Autonoma di Trento e la Fondazione Edmund Mach. A completare questo mosaico d’identità, la presenza delle tre grandi arterie del gusto: la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e la Strada dei Formaggi delle Dolomiti. Un mosaico d’identità che vede coinvolte 38 aziende – mentre altre 19 realtà produttive saranno distribuite negli altri padiglioni della fiera – capaci di portare a Verona la complessità di una terra che spazia dalla freschezza verticale del Trentodoc alla struttura identitaria del Teroldego.
L’Assessore provinciale all’agricoltura e promozione dei prodotti trentini Giulia Zanotelli è chiara sulla visione politica e strategica: “Vinitaly rappresenta una vetrina di grande valore per il settore enologico trentino e per la capacità del nostro territorio di esprimere qualità e identità. Il vino trentino si distingue per l’impegno costante verso produzioni di alto livello, per la ricchezza della sua offerta e per una comunicazione sempre più capace di valorizzare il legame tra territorio, cultura e ospitalità”.
Tra business e modernità
L’approccio del 2026 è pragmatico e internazionale. Le Strade dei Sapori coordineranno un’agenda serrata di incontri B2B con buyer italiani e stranieri, confermando che la qualità alpina ha un forte appeal sui mercati globali. Ma c’è spazio anche per l’evoluzione del gusto: l’Istituto Grappa del Trentino sfida i pregiudizi, proponendo il distillato di bandiera in una veste cosmopolita attraverso la mixology, intercettando i nuovi consumatori con cocktail ricercati ed erbacei.
Autenticità nel bicchiere
Oltre i numeri, resta il valore del lavoro umano. Il Presidente del nostro Consorzio, Albino Zenatti, ricorda come ogni sorso racchiuda “la fatica di chi coltiva in pendenza e la cura di chi protegge il paesaggio”. È un richiamo all’autenticità che trova eco nelle parole del Direttore Generale Graziano Molon: “Oggi il consumatore cerca verità nel bicchiere. Al Vinitaly 2026 vogliamo mostrare come il Trentino sia riuscito a fare sistema, unendo la forza della cooperazione all’estro delle realtà aziendali più piccole”.
Il Consorzio invita operatori e appassionati a scoprire questo mosaico di vigne e vita presso lo spazio istituzionale nel Padiglione 3 – D1, dove il vino si fa interprete di un territorio che non smette di guardare avanti.